TESSERAMENTO

 
 

 

 

 

Campagna  di  tesseramento  Socio-sostenitore  A.N.P.AS anno 2006  

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A.N.P.AS. 1904 – 2006 : un abbraccio lungo centodue anni

Ci sono abbracci che non si misurano solo in ampiezza, ma nella loro durata.
E' con questo spirito che il 13 marzo 2004 Spoleto ha ospitato la prima delle numerose iniziative che l'A.N.P.AS. - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze  programmando la celebrazione del proprio centenario.
Nel 1904, proprio a Spoleto durante uno storico Congresso, le Pubbliche Assistenze si costituirono in Federazione Nazionale.
Per celebrare nel modo migliore questo anniversario così importante sono in programma numerosissime manifestazioni ed iniziative.
In particolare si segnalano:
1)Una mostra storica itinerante - "STORIE NELLA STORIA. La solidarietà dall'Ottocento al Duemila atttraverso le immagini e i documenti delle Pubbliche Assistenze" nella quale sono presentate oltre 1000 immagini fotografiche inedite di volontari in azione, di mezzi di soccorso, di materiali, strumenti e strumentazioni utilizzate nel corso degli anni; e ancora elmetti, fasce, diplomi, medaglie, bandiere. La mostra si snoda attraverso una serie di percorsi tematici e prevede anche una zona multimediale.
2)La pubblicazione del volume "I volontari del soccorso: un secolo di storia dell'Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze", curato dal Prof. Fulvio Conti, titolare della cattedra di Storia Sociale e Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Firenze ed edito da Marsilio nella Collana Saggi.
Questo libro, per riprendere le parole di Luigi Bulleri, Presidente Nazionale Anpas "offre un contributo importante alla cultura del Paese, colmando una lacuna storica nella conoscenza del ruolo fondamentale svolto dal volontariato laico nella società italiana".

La storia dell'Anpas e si interseca spesso con quella di oltre un secolo di storia Italiana, sin dalle prime Pubbliche Assistenze nate nella seconda metà dell'Ottocento. E' infatti sulla spinta degli ideali e delle guerre del Risorgimento e, successivamente, nel nuovo Stato Unitario, che sorge l'esigenza di coprire ampi spazi di intervento in un campo, quello sociale e sanitario, dove lo Stato non assicurava il proprio intervento.
Sono le categorie più deboli, quindi, ad organizzarsi per fornire, con propri mezzi, risposte concrete a quelle istanze che né la carità dei singoli, né la capacità statale potevano soddisfare. L'associazionismo diviene espressione della partecipazione attiva di strati sociali sempre più vasti, e le Pubbliche Assistenze si caratterizzano, fin dall'inizio, come associazioni laiche e democratiche, imperniate sui concetti di solidarietà e fratellanza, aperte all'adesione di tutti i cittadini, con una base sociale di estrazione prevalentemente popolare, ma con quadri direttivi in cui la componente borghese ed aristocratica è largamente presente.
Si inizia così a parlare di solidarietà e non più di carità, di fratellanza intesa non solo come fine, ma come mezzo di sviluppo sociale. Con queste solide radici il movimento delle Pubbliche Assistenze si estende rapidamente, grazie anche all'attiva presenza dei volontari in occasione di molteplici accadimenti nazionali: un esempio per tutti si ha nel 1884, anno dell'epidemia di colera a Napoli. Per portare aiuto alla popolazione, a fianco dei cittadini, intervenne una spedizione di volontari di Pubbliche Assistenze del centro nord guidata dal deputato Felice Cavallotti.
Con la diffusione sul territorio delle singole Pubbliche Assistenze, cresce l'esigenza di un coordinamento nazionale, quello che nascerà appunto a Spoleto nel 1904: la Federazione Nazionale delle Società di Pubblica Assistenza e Pubblico Soccorso. Il nuovo secolo si apre in un clima di progresso scientifico e di trasformazioni economiche e sociali indotti dall'industrializzazione. Anche le Pubbliche Assistenze risentono di queste mutate condizioni: si aggiornano gli statuti alle nuove necessità e si allarga ulteriormente la base sociale, per rispondere con un forte impegno a vecchi e nuovi bisogni della popolazione.
L'avvento della prima guerra mondiale vede un consistente calo nel numero dei volontari: tutti gli uomini abili vengono inviati al fronte.
Un altro momento estremamente critico si presenta durante il fascismo: dal 1930 tutte le Pubbliche Assistenze vengono chiuse (il regime le considerava covi di sovversivi) ed il loro patrimonio conferito alla Croce Rossa.
Dopo la Seconda Guerra mondiale il dibattito interno si concentra su alcuni temi: in particolare la mancanza di mezzi finanziari e l'indifferenza delle Istituzioni verso il volontariato e il soccorso d'urgenza. Sono gli stessi anni in cui le Pubbliche Assistenze svolgono un grande ruolo di socializzazione: organizzano feste per i soci e per la popolazione, spettacoli teatrali, serate da ballo, lotterie, pranzi di Natale per i più poveri e, in particolare, danno periodicamente vita alla "giornata della Pubblica Assistenza" con le raccolte fondi finalizzate all'acquisto di ambulanze o all'istituzione di nuovi servizi. Gli stessi anni in cui i volontari delle Pubbliche Assistenze sono ancora una volta in prima linea nell'opera di soccorso e di assistenza: durante l'alluvione del Polesine (1951) come la tragedia del Vajont (1963), l'alluvione di Firenze (1966) o il terremoto del Belice (1968).
I decenni successivi sono quelli dei grandi processi di riforma, dettati, tra l'altro, dall'istituzione delle Regioni e dal decentramento delle funzioni anche nel campo della salute. Questo clima favorisce la ripresa del confronto interno alla Federazione Nazionale, con la ripresa dei grandi temi ideali che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo della Pubbliche Assistenze, con un'attenzione crescente ai nuovi problemi sociali, come l'assistenza agli anziani e agli emarginati. Ci si interroga quindi sul ruolo da assumere, sulla necessità di una crescita culturale di tutto il movimento per rinsaldare il rapporto con i cittadini, così da comprendere, interpretare e dare risposte anche a problemi che, pur se esulano dal soccorso e dall'intervento di protezione civile, acquistano e richiedono uno spazio sempre maggiore. E' di questi anni il forte incremento del volontariato e dell'associazionismo, con uno sviluppo delle Pubbliche Assistenze anche nel sud e nelle isole, incremento che determinerà una discussione sul rinnovo del modello associativo e organizzativo e che culminerà nel Congresso di Lerici del 1987 con il cambio di denominazione da Federazione Nazionale ad A.N.P.AS..
Oggi l'Anpas è tra i protagonisti del terzo settore ed è fra le più grandi organizzazioni di volontariato in Italia. Con i suoi 100.000 volontari e 700.000 soci, presenti in 18 regioni italiane e raggruppati in 850 Pubbliche Assistenze aderenti, ha rappresentato e rappresenta uno strumento di crescita della partecipazione popolare e di affermazione della società civile, ponendosi per prima il problema della creazione di una rete di collegamento a livello nazionale, che ne coordinasse l'attività e che prestasse voce alle istanze presso le istituzioni.
Nei centodue anni trascorsi molta strada è stata fatta, molti bisogni dei cittadini sono divenuti diritti, ma come sempre accade, nuovi bisogni e nuove emergenze nascono ogni giorno e devono essere affrontate.